sabato 21 novembre 2015

Chi non muore si rivede!

Accidenti, l'ultimo post è datato 28 agosto 2014. E' passato giusto poco poco tempo. E non è successo niente qui al nord, no no...

Allora facciamo un aggiornamento per i pochi che leggono e ogni tanto capitano da queste parti.
Da quell'ultimo post abbiamo:
- cambiato auto (agosto/settembre 2014)
- festeggiato il primo Natale in Svezia (dicembre 2014)
- passato 2 settimane alle Canarie (gennaio 2015)
- Elisa si è slogata una caviglia (marzo 2015, al 9° mese di gravidanza)
- avuto un altro figlio, Milo (15 aprile 2015)
- mi sono licenziato (luglio 2015)
- fatto una lunga vacanza estiva all'italiana (agosto 2015)
- ho iniziato un nuovo lavoro (settembre 2015)

Niente di eclatante, Milo a parte, ma forse il tutto spiega perché non abbia più scritto niente. Il tempo libero è molto poco e di norma lo usiamo per starcene tranquilli e provare a rilassarci, inoltre non sono sicuro di avere così tante cose interessanti da scrivere.

Se qualcuno volesse farsi due risate posso dire che da settembre sono un dipendente statale. In pratica l'incarnazione del pregiudizio che perseguita l'italiano ovunque: il voler essere impiegato pubblico e quindi, nell'immaginario collettivo, lavorare poco con un sacco di privilegi. Ma soprattutto con il posto sostanzialmente garantito a vita.
Per ora sono ancora nei 6 mesi di prova, quindi la prendiamo bassa!

giovedì 28 agosto 2014

C'è da provare una macchinaaa...

...è un diesel?!

E' da un po' che stiamo pensando di cambiare auto. La piccola Ubba, comprata per pochi soldi all'inizio del 2012, inizia a starci stretta e a sentire gli acciacchi dovuti all'età.
Così è da tempo che tengo d'occhio Blocket e che leggo articoli online per farmi un'idea.
Dalla teoria bisogna però a un certo punto passare alla pratica e ieri mattina, dopo aver lasciato Lea all'asilo, io ed Elisa siamo andati da un concessionario che aveva un paio di auto (usate, ovviamente) che ci potrebbero interessare.
Entriamo e scambiamo due parole con un venditore. Questi ci mostra l'Octavia che ci interessava e poi ci chiede se ci interessa provarla. La domanda ci coglie di sorpresa, non l'avevamo preventivato, ma ovviamente rispondiamo di sì.
Lui sale in macchina, la porta fuori dal concessionario, scende e mi porge le chiavi. Io le prendo e mi aspetto che salga in auto, ma mi sento dire: "Ci vediamo tra poco, buon giro!".
Guardo Elisa che ha il mio stesso stupore in volto. Ringrazio e saliamo. Facciamo un giretto di 5-10 minuti, fermandoci per scambiarci di posto, in modo da provarla entrambi e torniamo. Stessa cosa con l'altra auto (una Golf familiare, per la cronaca).
Ora, io non ho mai comprato un'auto prima, né qui né in Italia, ma questa vicenda mi ha sorpreso. In positivo, sia chiaro.
Immagino che abbiano un sistema GPS di controllo (senza considerare il fatto che c'era poco carburante a bordo), però il gentile venditore non aveva idea di come mi chiamassi e non aveva nessun riferimento. Boh, trovo difficile immaginare che la stessa cosa possa succedere in Italia, purtroppo.

Ah: non abbiamo ancora deciso che macchina comprare, vorremmo vederne ancora qualcuna e magari porvare diverse motorizzazioni. Vedremo se funziona così anche da altri concessionari.

martedì 12 agosto 2014

Un grande giorno

Domani, 13 agosto 2014, è un giorno importante per la nostra famiglia.
Lea inizia l'asilo (förskola oppure dagis)!
Elisa si occuperà del primo giorno, io dei restanti. Nel mezzo avremo anche gli zii di Bruxelles in visita, sarà una settimana piena di emozioni!
Devo dire di essere felice che Lea inizi il suo lungo percorso scolastico. Ovvio: non è facile pensare che la lasceremo in balia di altri bambini (devo comprarmi un fucile), però è il momento giusto.
Negli ultimi mesi ha fatto grandi progressi: ha iniziato camminare e poi a correre; è passata dal blaterare cose a caso, al dire alcune parole (vabbé, continua a blaterare un casino); mangia praticamente da sola e molto altro. Ora c'è bisogno dell'interazione con altri mini-umani e di una guida più capace ed esperta di noi.
Elisa dice di essere un po' nervosa. Io invece mi sento tranquillo. Anche se provo una montagna di sensazioni strane.
La prima è che questi mesi sono passati di corsa. Uno pensa che 8 mesi di paternità siano tanti, ma mi sembra l'altro ieri di aver chiuso la cassa e aver salutato i colleghi. Invece era il 17 dicembre. Sono successe tantissime cose, belle e meno belle in questi mesi. Lea è, come detto, cresciuta tantissimo e spero io con lei.
Quest'ultima è un'altra cosa alla quale penso: come sono cambiato? E' cambiato il mio rapporto con Lea? E con Elisa? E con il mondo? Credo che, nonostante Eli possa avere da dire, abbia cambiato la mia visione delle cose e alcune priorità. Proprio perché in cima a queste ora c'è Lea sono contento che inizi l'asilo: mi piacerebbe poter stare ancora a casa a giocare e strizzarla, ma non credo sia giusto per lei e il suo sviluppo.
Poi torno a lavorare, in un nuovo ruolo, quello di "vicecapo" in una filiale per me nuova. In questi mesi ho regolarmente visto il mio capo e i miei futuri colleghi, sono contento di rientrare. Però sento che il lavoro avrà un peso minore che in passato e temo che i primi giorni soffrirò un po' a non avere notizie, pur sapendo che Lea starà benissimo e che si prenderanno cura di lei all'asilo.
Insomma sarà uno sconvolgimento di routine ormai ben funzionanti e oliate...

Passando ad altro, mi viene in mente che devo a Giusi una spiegazione sull'öppna förskola e anche che magari qualcuno sia interessato a sapere come funziona l'asilo qui. Spero di avere il tempo di scriverne, nel caso.

Per il resto direi che ci stiamo pian piano sistemando nella nuova casa. Lea sembra non aver patito: in fondo adesso ha due piani e un giardino a disposizione...
I miei genitori sono stati qui e ne abbiamo approfittato per qualche giorno di vacanza con il loro camper. Un bell'esperimento e bei posti visitati, la prossima volta però facciamo due settimane, che altrimenti non è vacanza.
Settimana scorsa siamo stati a Skyview e, nonostante non ami le grandi altezze, devo dire che è stato bello e che merita una visita. Stoccolma è una citta molto pianeggiante, ma non mancano le possibilità di vederla dall'alto, sfruttatele se passate di qui!

Insomma tanti pensieri e cose da mettere in ordine e una certezza: fare figli è da egoisti, come ho sempre sostenuto. Però cavolo quanta incredibile gioia!

lunedì 4 agosto 2014

Vacanza e gioie

Ci sarebbero un sacco di cose da raccontare, ma siamo in vacanza e scrivo dal telefono.
In questo momento siamo a Falköping e facciamo colazione in camper. Lea mangia quasi da sola e ci fa capire cosa le garba e cosa no. È cresciuta tantissimo ed è difficile pensare che sia stata piccola piccola.
A ricordarci com'era ci penserà Annika, la neo arrivata bimba di due carissimi amici ai quali dedichiamo queste poche righe augurando loro tutta la felicità possibile. Complimenti a Giusi e Davide (anche a Magellano, ovviamente) e ben arrivata Annika!

domenica 15 giugno 2014

Ricorrenze

Questo che leggete è il 100° post che pubblichiamo su questo blog.
Mi auguro da solo altri cento di questi post, magari più frequenti. E più interessanti di questo...

Le ricorrenze del titolo sono due.
La prima cade oggi e si tratta del nostro primo anniversario di matrimonio. Chi non sapesse cosa combinammo l'anno scorso può leggerne qui.
Elisa lavora parecchio e con Lea non è facile cenare fuori, ha preso i ritmi svedesi e cena per le 18.30. E noi con lei.
Per semplificarci la vita abbiamo deciso di festeggiare con un semplice brunch a Södermalm domenica prossima. Essendo a buffet potrei anche non sopravvivere e far una brutta fine.

La seconda cadeva giovedì 12 ed è meno ufficiale, ma non meno importante: i miei genitori celebravano 47 anni insieme. Di questi ben 40 da sposati, chapeau. A loro non solo tanti auguri, ma anche tanti grazie, che credo di non dirne abbastanza.

mercoledì 11 giugno 2014

Dimmi da dove vieni, ti dirò quanti siete

Oggi sull'inserto locale DN.STHLM c'è un articolo molto interessante. Soprattutto se vi piacciono numeri e statistiche. E se avete poco da fare.
La prima pagina è questa:

Quante lingue riconoscete?
Come si può leggere in basso, l'articolo riporta i dati di quante persone non nate in Svezia sono registrate nella regione di Stoccolma (Stockholms län). Al 2013 sono rappresentate 193 nazioni, solo 7 meno di quelle che sono membri ONU.

La percentuale totale dei nati all'estero (utrikesfödda) sulla popolazione della regione è notevole: il 22,6% non è nato qui.
Il podio vede al primo posto i finlandesi,  seguiti da iracheni e polacchi. E gli italiani? Siamo al 35° posto, con 3939 persone registrate. Sembrano pochi, ma girando in città ogni tanto vien da pensare che "vengono fuori dalle fottute pareti" (cit.). 
In fondo alla classifica ci sono 7 stati, tutti con una sola persona. 
Infine è interessante notare che i residenti nati in Finlandia, Danimarca e Norvegia siano diminuiti nel periodo considerato.
Qui potete vedere l'articolo con tutti i dati:

Perdetevi nel vortice di numeri...
Venendo a noi, come stiamo?
Bene, stanchezza a parte. Lea cresce, ormai è una bimba grande, vien da dire. Blatera e si fa capire, ha un bel caratterino che aiuto, però ride un sacco e ogni giorno ci sorprende.
La vita da papà è divertente e mi mancherà. Quasi tutti i giorni io e Lea usciamo a passeggiare, a giocare al parco, a vedere gli animali della fattoria vicina al suo futuro asilo o a öppna förskola.
Ieri siamo andati tutti e tre in spiaggia al lago. L'acqua è ancora decisamente fredda (e infatti a mollo c'erano solo ragazzini), ma Lea non ha disdegnato il suo primo bagno.

Capitolo casa: tra un mese preciso preciso traslochiamo. Dobbiamo ancora iniziare a pensare a inscatolare tutto quello che abbiamo in casa, saranno settimane intense... Però siamo molto contenti, non vediamo l'ora che Lea abbia la sua stanza e possa stare in giardino a giocare. Giardino che vedrà tante grigliate, ovviamente. Già da quest'anno magari, visto che l'estate sembra dirci bene con giornate di sole e caldo (pure troppo, per i miei gusti).

Ci sono un sacco di cose delle quali vorrei scrivere, ma per cui mi manca il tempo. Per semplificarmi la vita chiedo a voi, che leggete, di fare richieste su qualcosa che vi interessa della nostra vita qui o della Svezia. Se sarò in grado di rispondere, lo farò con piacere in appositi post. Basta che abbiate pazienza.

sabato 5 aprile 2014

Aggiornamenti, per davvero.

Passa troppo tempo tra un post e l'altro, vorrei scrivere più spesso, ma il tempo è davvero poco e le cose da fare troppe. Ovviamente in parte è anche colpa mia, che ne accumulo sempre di nuove, preso dall'entusiasmo. Comunque, dopo il parziale pesce d'aprile, mi sembra giusto aggiornare il nostro magro pubblico su come ce la caviamo qui al nord.
Parziale perché l'appartamento l'abbiamo venduto davvero. Eh già: ci trasferiamo in una casa più grande, a un km da dove siamo ora. L'acquisto di casa nuova è avvenuto il giorno prima di partire per le vacanze di Natale, al solito in maniera rocambolesca. La vendita è stata pianificata con calma e però, come normale qui, si è chiusa in 5 giorni.

Andiamo con ordine e iniziamo da casa nuova.
E' una radhus (case in fila) su due piani più seminterrato reso abitabile, con un ampio giardino e nel quartiere di interesse storico e quindi vincolato. Non ci si aspetti palazzi storici, sia chiaro. Le case sono del 1947 e vennero costruite dalla Bolinders, produttrice di elettrodomestici che aveva una fabbrica qui a Kallhäll, come alloggi degli operai. Alloggi di lusso, per l'epoca: 74mq più 30 di cantina.
L'asta l'avevamo ovviamente persa e ci eravamo rassegnati ad aspettare la primavera per continuare la ricerca. Se non ché l'agente mi chiama e chiede se siamo ancora interessati. Mancavano meno di 24 ore al volo e non avevamo neanche iniziato a pensare alle valigie...
Chiediamo di tornare a vederla, alle 14.30 siamo là, parliamo con i proprietari, facciamo un giro, confabuliamo, pensiamo, ripensiamo e diciamo sì.
Alle 17.45 eravamo a firmare il contratto, alle 19 e rotti a casa. Senza avere ancora realizzato la cosa. E con tutto da preparare in vista di 3 settimane in Italia.
Avremo le chiavi il 1° luglio e ci siamo presi un paio di settimane per fare due lavori.

La vendita dell'appartamento dove stiamo era in programma da tempo. Pur avendo tempo, abbiamo deciso di muoverci e mettere fuori il nostro appartamento. Avevamo già l'agente e si è trattato di fare ordine, svuotare parecchio i mobili, fare le foto e poi prepararsi al visning ("casa aperta"). Normalmente si hanno due finestre, una la domenica e una il lunedì, di 30-45 minuti dove l'agente mostra la casa a chiunque si presenti. I proprietari non sono presenti e chi viene può, anzi deve, curiosare con attenzione.
Dal lunedì l'agente contatta chi si è presentato e verifica se c'è interesse e, nel caso, registra le offerte. Avevamo scelto di uscire alti di prezzo, visto il buon momento di mercato, così le offerte sono state meno. Ma mercoledì avevamo informalmente chiuso e giovedì alle 12 sono andato a firmare la vendita.
Sapevamo che non saremmo stati qui a lungo, però ci mancheranno il terrazzo enorme e i tramonti che inondano il salotto da aprile a ottobre. Il carico emotivo da novanta è ovviamente che Legendvägen 15 è stata la prima casa di Lea ed è qui che abbiamo iniziato a essere una famiglia.

A proposito di Lea: cresce ed è uno spettacolo! gattona, si tira in piedi, cammina con l'aiuto di qualcuno, blatera e mangia un sacco, è una testona (come mamma e papà), e non dorme quanto ci servirebbe.

Io in paternità me la cavo bene: ormai a casa da tre mesi, ora che la sto vivendo sono ancora più convinto di quanto sia importante il congedo parentale. Non solo per creare un rapporto con i propri figli, ma anche per crescere da un punto di vista umano.
La questione meriterebbe un lungo post a parte, sia per come funziona che per l'importanza che ha. Ma ne hanno scritto altri, per esempio qui, quindi non mi dilungherò in questo post.

Il lavoro non è che mi manchi, ma per non sbagliare mi vedo con il mio nuovo capo (cambio ufficio e ruolo a settembre) una volta al mese almeno. E in più faccio da "extring" il running coach per Urban Tribes/SATS.
Uff, che faticaccia, devo davvero scrivere più spesso...

martedì 1 aprile 2014

Novità

Dopo un lungo silenzio, torno con una novità con il botto.
Vendiamo casa e torniamo a vivere in Italia.
La scelta è personale e quindi tralascio i dettagli, ma diciamo che la Svezia non è il paradiso: la gente sta in coda, il posto fisso è la norma, maternità e paternità ti permettono di stare con i figli, il livello di tolleranza e civiltà è piuttosto elevato, i trasporti pubblici funzionano bene, la scuola non costa, così come le cure e il dentista fino ai 18 anni.
Però le tasse, il freddo, il buio, il fatto che non si trovi una pizza come si deve, che non si prenda l'espresso al bancone, che non si parli sempre e solo di calcio al bar e tanto altro sono cose che alla lunga stancano.
E' troppo, quindi bon, dopo quasi 4 anni facciamo fagotto e torniamo al sud.

martedì 17 dicembre 2013

Ultimo giorno

Oggi è il mio ultimo giorno di lavoro prima di un lungo periodo a casa con Lea, la famigerata paternità.
In tanti, Elisa in primis, mi chiedono come mi sento, se sono pronto. E' un bel po' che penso, ripenso ed elaboro la questione. Oggi pomeriggio uscirò dall'ufficio e, se non succede niente, ci rientro l'1 settembre 2014.
Da quando lavoro stabilmente non sono mai stato in ferie più di due settimane consecutive. L'unica interruzione lunga è stata l'estate della nostra emigrazione qui, ma ora si tratta del quadruplo del tempo e di occuparsi di Lea. Elisa rientra al lavoro a metà gennaio, dopodomani partiamo per 3 settimane di ferie in Italia e questo imbroglia un po' nel mettere a fuoco la questione. Sembrano ferie, ma a gennaio non si torna in ufficio. Com'è, come non è, mi aspettano più di 8 mesi a casa con quella meravigliosa belva che è nostra figlia.
Prevedo che vada tutto bene all'inizio, ma metto in conto anche un periodo di crisi. Per un workholic come me sarà una bella lezione di vita non avere un orario, delle routine lavorative e dover invece improvvisare, adattarmi alle esigenze di Lea. Significherà dover essere ancora più flessibili e stanchi (non che ora sia molto diverso...) e lo vedo come una crescita personale che potrò sfruttare anche al lavoro una volta rientrato.
Insomma, la risposta è che no, non sono pronto. Ma non saprei come esserlo in realtà. Sono consapevole, più o meno, di cosa mi aspetta e non vedo l'ora di affrontare questa novità, godendomi gioie e dolori di quello che si preannuncia il periodo più bello e faticoso della mia vita (fino a che magari non faremo un secondo figlio, ovviamente).

Per il resto l'inverno qui tarda ad arrivare. Siamo da una settimana stabilmente sopra lo 0 e questo è preoccupante se penso alla stagione dello sci di fondo. In più un paio di piccoli fastidi e una stanchezza incredibile rallentano l'allenamento. Ma va bene così, la prendiamo come viene. Ora ci aspettano 3 settimane di delirio tra amici, parenti e nonni in agguato.

lunedì 11 novembre 2013

C'è una prima volta per tutto...

...e oggi è stata la prima volta (di molte?!) che Lea si è fatta male.
Dopo averle dato da mangiare, seduta sul divano, mi son distratto un attimo e in men che non si dica è riuscita a finire chiappe in terra, picchiando con la testa sulla gamba del tavolino.
Pianto disperato e lacrimoni per Lea. Un senso di colpa grosso così per papà.
Un po' di coccole e di latte l'hanno calmata in fretta, ma un bernoccolo e una linea rossa sul naso stanno lì a ricordarmi che anche se piccola, è veloce a muoversi. E che non ci si possono permettere distrazioni.
Per sicurezza e consigli abbiamo anche chiamato l'1177 che ci ha tranquillizzato e richiamato, su mia richiesta, un paio d'ore dopo l'accaduto per controllare come stesse la bambina.
Un grande spavento lì per lì, ma le zuccate fanno parte della vita. E fin da subito è tornata a ridere, a fare versi e urletti e a giocare con Cirillo il coccodrillo. Per fortuna ha la testa dura, come mamma e papà!

domenica 1 settembre 2013

Siamo pronti? Non credo...

Domani, dopo nove mesi, torniamo in Italia. Per la prima volta siamo in tre, dovrebbe fare un effetto strano, ma ormai la vita familiare pre-Lea è un vago ricordo.
Il titolo non si riferisce tanto al viaggio. Le mie donne staranno via due mesi, io farò su e giù un paio di volte e quindi i bagagli sono stati (relativamente) semplici da preparare, soprattutto grazie a Elisa.
Il riferimento è alle famiglie. Già si prospetta un "comitato di accoglienza" all'aeroporto, aiuto!!! Poi l'agenda è già fitta di impegni, provare ad andare in spiaggia sarà un'impresa dura, ahinoi.
Io resterò solo una settimana, poi lascerò le ragasse in balia degli eventi, non le invidio.
Non che qui possa stare con le mani in mano: a metà mese inziano lo stambyte (del quale parlerò in un altro post e che comporta il totale rifacimento del bagno) e contestualmente rifaremo la cucina. La cosa prevede che l'unica stanza utilizzabile sarà il salotto.
Il buon Boffardi (sia lodato) mi ospiterà nelle settimane peggiori, poi a ottobre dividerò questi 20mq con le gatte. Cesso Gabinetto (ndE) e doccia fuori dal palazzo, accesso limitato a frigo e cucina e un casino di polvere sono compresi nel prezzo.
Ma guardiamo al lato positivo: a metà novembre avremo bagno e cucina nuovi fiammanti!

Mi servirebbe una mano a trovarne altre, di cose positive, perché sta settimana è stata un po' così. Prima sono riuscito a spaccare il cellulare durante la VasaStafetten; altre piccole sfighe ci sono capitate nei giorni successivi; sorvolo sul come sia fare un passaporto all'Ambasciata italiana a Stoccolma per evitarmi querele; e infine ieri il karma in fase negativa ha raggiunto il suo culmine grazie alla notizia che dobbiamo rifare la frizione della macchina. Ovviamente non basta, ma ci è stato vivamente sconsigliato di usarla. Peccato che avessimo mille cose da fare, per cui oltre alla spesa per rimetterla in sesto ci siamo trovati a dover noleggiare un'auto. Va già bene che è una Focus nuovanuova e divertente da guidare...

Insomma, un periodo non proprio entusiasmante, come non ce ne capitavano da tempo. Ma nei prossimi giorni rivedremo famiglie e amici, quindi concentriamoci su quello, il resto si sistema! (ahò, in qualche modo devo cercare di sistemare sto karma...)

lunedì 5 agosto 2013

Segnali di speranza

Leggere i giornali online italiani (e non) in questi giorni, per non dire mesi, è un'esperienza che definire frustrante, irritante e sconfortante è riduttivo.
Mi capita sempre più spesso di provare vergogna a essere italiano. E quando ogni tanto si vede un po' di luce in fondo al tunnel è spesso un treno in arrivo.
Vivendo in Svezia si finisce per dare molte cose per scontate. Ne potrei elencare parecchie, ma oggi mi concentro sui matrimoni omosessuali. Qui dal 2009, anno della loro legalizzazione, non esiste più lo stato civile di "convivente".
In Italia invece siamo indietro, ma le unioni civili rappresentano un importante passo avanti. Ultimamente sono sempre di più le città che si sono dotate di un registro per queste.
Con mio grande piacere Genova è tra queste e bello è che siano stati due amici, Danilo e Giuseppe, la prima coppia a registrarsi. Auguri a loro!

Alcune istituzioni si muovono e si adattano alla società che cambia, la cosa già dovrebbe farci contenti. Però l'appetito vien mangiando e dopo questo primo piccolo e importante cambiamento uno spera che ne seguano altri. Conoscendo però come le cose funzionano lungo lo stivale ero rassegnato che le speranze rimanessero tali.
E invece no! 
Oggi scorro la (sempre orribile) pagina di repubblica.it e scovo una bella notizia che mi auguro con tutto il cuore faccia scuola e che fa, per una volta, assomigliare l'Italia a un paese civile. 
Che allora quel bagliore nel tunnel non sia il solito treno, ma l'uscita verso un paese migliore?!
Per la cronaca: non mi risulta che in Svezia esista permesso matrimoniale, in generale.

sabato 6 luglio 2013

Di drop-in vari

Il drop-in è in generale praticato da attività dove l'organizzazione è semplice e permette di ricevere un cliente in qualunque momento. Da queste parti pullulano bandierine "Drop-In" fuori da parrucchieri, centri massaggi,saloni di bellezza e negozi di ottica.
Ma che cavolo ce ne frega a noi?! Eh, avete ragione. Vi consolerà sapere che condivido in pieno la domanda, in effetti non frega niente a nessuno di drop-in...
Allora magari non vi racconto di un drop-in molto particolare, che si tiene a Skansen da quattro anni.
Oppure sì, vi tedio un po', se no che gusto c'è!?
Dall'estate 2010, il secondo sabato di giugno, Skansen organizza il "Drop-in bröllop", cioè il "matrimonio drop-in". Matrimonio valido a tutti gli effetti, sia chiaro.
Obbligatorio è avere con sé due documenti rilasciati da Skatteverket: uno attesta l'assenza di impedimenti per gli sposandi (hindersprövning), l'altro è il certificato di matrimonio (vigselintyg).
Tutto il resto è a scelta: anelli, ospiti, testimoni, fotografo, fiori, razzi, mazzi e paparazzi...
A disposizione ci sono una truccatrice, una manicure, intrecciatrici di ghirlande e, ovviamente, celebranti e testimoni. La coppia può anche scegliere una canzone che verrà suonata dopo la cerimonia e eventualmente farsi fare un set di fotografie. Non mancava la possibilità di prenotare un cestino da pic-nic.
Il tutto avviene nel prato dove si festeggia Midsommar, con un rigoroso sistema di coda numerata tipicamente svedese, e la cerimonia non dura più di 10 minuti.
La coppia paga 500 corone (55€) e gli ospiti il normale ingresso al parco.
Negli ultimi due anni si sono sposate così quasi 900 coppie in tutto. Nel 2012 sotto la pioggia (sposa bagnata, sposa fortunata, no?!), mentre quest'anno sotto un gran sole.
Di quest'anno potete vedere alcune foto http://www.skansen.se/sv/artikel/fotoalbum-drop-brollop-2013.

Le nostre foto, come quelle di Lea, invece non le mostriamo...
Ah già: il 15 giugno ci siamo sposati anche noi, e non è uno scherzo.

Ps: un grazie speciale a Mauro che ci ha fatto da fotografo ed è l'unico che può confermare la veridicità della cosa.

Pps: il post è stato pubblicato esattamente 3 mesi dopo la nascita di Lea, il nostro piccolo buddha!

mercoledì 5 giugno 2013

Di principesse e multe

La principessa in questione é Madeleine, l'ultima erede del Re in linea di successione. La multa é quella che la nostra si é beccata ieri.
Madeleine é stata fermata da una pattuglia nel centro di Stoccolma mentre guidava la sua auto su una corsia riservata agli autobus. Agli agenti ha detto di essere coperta da immunitá ed é stata quindi lasciata andare.
La polizia ha peró poi controllato quanto detto dalla principessa ed é venuto fuori che no, non é coperta dall'immunitá, che invece vale solo per il capo dello stato.
Poco male, direte voi. Invece no, la polizia manderá alla principessa una bella multa da 1000 corone (circa 115 euro), come a qualunque cittadino.

Aggiornamento: la multa non verrà mandata, in quanto la principessa non ha usato l'alibi dell'immunità. Era invece alla guida di un'auto di corte che gode del permesso di circolare sulle corsie riservate. Da notare comunque che per usare le auto di corte necessiti comunque di un permesso.

domenica 12 maggio 2013

Festa della mamma

Quest'anno una dedica speciale è per, ovviamente, la "neo-mamma" Elisa. Mamma, compagna e donna splendida.
Poi a Nadia, la mia quasi-suocera, che oggi fa pure gli anni (...-anta e non sentirli, auguri!!!). Un grazie perché senza di lei io Elisa non l'avrei al mio fianco.
E a Gabriella, l'altra neo-nonna. Che mi vuole bene, che si fa male nel mezzo della Svezia ma non per questo si ferma, che si commuove facile e mi commuove ancor più facile. A lei un augurio grande così, da buon mammone italiano, perché è la mia mamma e tanta grazia per averne una così.
Un augurio va anche a tutte le mamme di ogni dove, che conosco e non, perché senza le mamme noi uomini non andremmo lontano, poche storie!
E bene farebbero gli italiani a capirlo, perché a leggere quest'inchiesta la situazione è agghiacciante.

Per la cronaca: stiamo sopravvivendo alla visita dei nonni e alle prove che questi portano con sé. E' interessante osservare come fino a qualche settimana fa tutti volessero sapere come stavamo io ed Elisa, mentre ora non è che importi molto a nessuno. Tutta l'attenzione, comprensibilmente, è per Lea. La nostra piccola caciotta cresce a vista d'occhio, sta bene e ci fa perdere un sacco di sonno. Ma poi sfodera una galleria di espressioni incredibili ed ecco lì che tutto passa.
Gran parte di queste prime settimane l'ho passata a casa. Un po' per come era fatto il mio orario, un po' perché mi sono preso dei giorni di paternità. Ora però si torna a lavorare e farò solo un po' di ferie qua e là fino a dicembre. E lì arriverà il bello: da dicembre all'estate prossima sarò in congedo parentale.. Non vedo l'ora, anche se Elisa si ostina a ricordarmi che non sarò libero, dovendo occuparmi di Lea mentre lei sarà tornata a lavorare... 

martedì 23 aprile 2013

Di pannolini e personnummer

Sono passate solo due settimane, ma sembrano molte di più. Questa strana percezione del tempo ha due possibili cause: il fatto che sono a casa da quando è nata Lea (torno a lavorare mercoledì) e la distorsione dello spazio-tempo dovuta all'enorme quantità di pannolini cambiati (e che verranno cambiati!).
Al riguardo il buon Mauro mi ha fatto leggere uno scritto di Baricco che consiglio a tutti. Cinque minuti di risate fan bene al cuore.

Sempre con Mauro siamo finiti a parlare di personnummer e codice fiscale. 
Di come si compone il codice fiscale italiano potete leggere qui. Del personnummer, le famose dieci cifre che permettono l'accesso al sistema Svezia, voglio invece raccontare in breve, in quanto ho scoperto un paio di cose curiose.
Entrato in uso nel 1947 a nove cifre, la decima di controllo viene aggiunta nel 1967. Si compone di tre parti: le prime sei cifre indicano la data di nascita con il formato aammgg; la seconda, tre cifre, è detto "numero di nascita" (födelsenummer), la terza cifra indica il sesso, pari per le donne, dispari per gli uomini. L'ultima parte è, appunto, la cifra di controllo.
Una prima curiosità riguarda come si calcola l'ultima cifra: si prendono i primi nove numeri e si moltiplicano per  212121212. Si sommano poi i prodotti, scomponendo quelli a due cifre, si sottrae a 10 la seconda cifra del risultato et voilà!
Per capirci, prendiamo un uomo nato il 23 agosto 1964:
1. 6 4 0 8 2 3 - 3 2 3
    2 1 2 1 2 1   2 1 2
   12,4,0,8,4,3, 6,2,6
2. Sommare i prodotti (12 diventa 1+2)
   1+2+4+0+8+4+3+6+2+6=36
3. Si prende il 6 e 10-6=4 

Un'altra curiosità ha a che fare il trattino che separa la data di nascita dalle ultime quattro cifre. Questo diventa infatti un "+" quando si compiono i 100 anni. In caso di due persone con lo stesso codice si può così distinguere tra chi ha un anno e chi cento dei due. Il "+" venne usato fin da subito: quando il personnummer fu introdotto, tutti i residenti in Svezia ricevettero il proprio e quello della signora Johanna Charlotta Johansson f. Lundkvist è il più "antico" usato: (18)400506+140.
I più attenti avranno fatto caso che la quantità di codici disponibili è limitata a 500 al giorno, per sesso. Nel caso un giorno fossero registrati più personnummer di quelli disponibili, ai nuovi nati verrà semplicemente assegnata una data adiacente a quella di nascita.
Questo problema per ora non si pone per le nuove nascite (nascono circa 100mila bambini all'anno), ma l'1 gennaio e l'1 luglio di alcune annate nel periodo '50-'60 si stanno esaurendo. Questo per via dell'immigrazione di molte persone nate il quegli anni delle quali non si può sapere il giorno di nascita e alle quali veniva assegnato l'1 gennaio se nati nel primo semestre o il 1 luglio se nati nel secondo. Questo porta a dover riutilizzare alcuni personnummer, cosa molto rara e attentamente controllata.
Ultima curiosità: nel caso di cambio di sesso è molto difficile ottenere il cambio di personnummer.

venerdì 12 aprile 2013

6 aprile 2013

E' la data che mai potremo dimenticare.
Sabato scorso, alle 17.46, è infatti nata Lea. Ovviamente è la bambina più bella del mondo e sta bene, così come la mamma, che ho scoperto avere origini aliene. Lo posso dire dopo esserle stato accanto dalle prime contrazioni fino all'arrivo di nostra figlia.
Chiunque abbia assistito a un parto potrà confermare che le donne sono davvero di un altro pianeta.
Vorrei poter scrivere di più e conto di farlo, ma questi primi giorni sono pieni di cose da fare e le giornate non sembrano avere abbastanza ore.
Siamo semplicemente felicissimi e ci godiamo quella piccola meraviglia, perdonateci l'assenza.

lunedì 25 marzo 2013

Primavera

La primavera sarebbe iniziata da ormai 5 giorni, ma come forse molti sanno il clima non sembra essere della stessa opinione, mentre scrivo i termometri esterni di casa segnalano temperature attorno allo 0.
Però il ghiaccio e la neve si stanno sciogliendo in fretta, grazie a parecchi giorni con un sole caldo.
Quindi: è primavera o no?!
Checché ne dicano i meteorologi io dico di sì! Oggi infatti, tornando a casa, ho notato che la ghiaietta antiscivolo che viene sparsa durante l'inverno era sparita. Viene raccolta con degli appositi "aspiraghiaia" per poi essere riutilizzata l'anno dopo.
E siccome questo avviene, per l'appunto, in primavera, ecco che non posso sbagliare!
Peraltro in centro è già sparita da un po'...

A parte la nota climatica, il resto procede per il meglio. Elisa è rotonda e la nostra creatura si muove un sacco, provocando sobbalzi e notti non semplici alla mamma. Tutto allenamento per quello che ci aspetta a breve.
Mancano infatti solo due settimane alla scadenza. Abbiamo, a occhio, tutto pronto. Siamo anche riusciti a mettere a posto camera e ingresso.
Devo dire che sono stranamente tranquillo. Un po' di curiosità la ho, vorrei incontrare mia/o figlia/o e poterle/gli dare un nome, guardarla/o. Ma meglio non avere fretta, secondo Elisa.
La preparazione al parto e alla genitorialità è stata ottima. Da quel poco che so di come funziona in Italia qui siamo in un'altra dimensione. Speriamo che l'esperienza in sé sia all'altezza, ma tutto sembra indicare che comunque vada sarà un successo.
Ho pensato e ripensato se raccontare più in dettaglio il percorso di avvicinamento al parto. Però un po' la mancanza di tempo, un po' l'idea che non sarebbe una cosa molto originale da raccontare, ho deciso di lasciar perdere.
Mi preme solo far sapere che il ruolo del/la partner durante il parto è tenuto in grandissima considerazione, se non addirittura ritenuto fondamentale.

sabato 9 marzo 2013

Un mese

E' quanto manca alla data prevista del parto.
Probabilmente questa/o bambino/a arriverà un pochino in ritardo, ma bisogna far riferimento a una data e per noi è il 9 aprile.
Il tempo vola e procede lentamente allo stesso tempo. Gli stati d'animo sono variati nei mesi e continuano a variare, ma in generale abbiamo continuato a fare la solita vita.
Però ora il tempo stringe, dovremmo iniziare a sentire l'agitazione. Per quanto mi riguarda, no. Sono felicissimo e non vedo l'ora di conoscere mia/o figlia/o, però non sono agitato. Sia la barnmorska che colleghi e amici mi chiedono se sento un po' di stress, a cosa penso e se ho delle cose particolari che vorrei sapere.
La mia riposta è sempre un "Boh...", perché non so davvero cosa aspettarmi. Ci siamo preparati in questi mesi e stiamo finendo di mettere a posto le ultime cose, però da ora in avanti mi sembra che sia più sano e facile prendere un giorno alla volta. Di cose che dovrei sapere e che non so ce ne sono certamente milioni, ma è possibile essere pronti a ogni eventualità?! Io non credo.
Spero che tutto andrà per il meglio e so che possibilità ci sono se ci fossero complicazioni, ma devo conoscerle tutte e pensare a "E se va male questo o quello??". No, non è sano. Voglio pensare alle cose belle, divertenti e nuove alle quali andiamo incontro.
Ci sarà da farsi delle risate a cambiare pannolini, pulire un sedere sporco di cacca santa, lavarlo, non dormire la notte, ma vale la spesa preoccuparsi ora? No, meglio riderne poi e prendere le cose con calma.

Quindi cosa faremo in questo mese che manca alla scadenza?
Beh, Elisa domani finisce di lavorare e questo significa che.... dormirà! Io speravo di potermi dedicare meno a cucinare le solite cose noiose, contavo sulla sua capacità e inventiva, ma a quanto pare mi sbagliavo. Che poi magari domani ha cambiato idea, speriamo!
Insieme faremo gli ultimi preparativi di casa, una volta terminati alcuni lavori in corso, prepareremo la borsa e rideremo guardando la pancia ondeggiare più o meno così.
Io invece continuerò ad allenarmi* (questo inverno alla corsa ho aggiunto una sostanziosa dose di sci di fondo), a lavorare e soprattutto a godermi una splendida e raggiante donna!
Ah: anche la caccia al nome ci tiene molto impegnati.

*dei futuri progetti sportivi racconterò poi, ne va della tranquillità familiare!

lunedì 25 febbraio 2013

Di memoria corta e ambulanze

Dopo aver seguito, anche se non troppo assiduamente, una campagna elettorale da brividi (di paura eh) mi ritrovo a seguire lo scrutinio. 
E l'orrore e il raccapriccio si impossessano di me.
Ma è possibile che noi italiani si abbia la memora così corta???
Poi vabbé, noi ce ne restiamo nella nostra relativa tranquillità, però fa paura davvero vedere l'andazzo.
Da par mio ho votato, in ambasciata, senza cabina e con una biro. E ho capito che il voto all'estero sa molto di fuffa, ma vabbé.

Detto questo parliamo di ambulanze.
Della Svezia si parla spesso come il paese perfetto, dove tutto funziona e dal quale bisognerebbe imparare.
Oggi però è successa una cosa che mi ha lasciato molto perplesso.
Usciti dalla stazione del treno pendolari ci siamo trovati davanti un uomo steso in terra e un ragazzo che cercava di capire cosa avesse.
La situazione è apparsa seria e ho subito chiamato il 112 (no, non i carabinieri). Le condizioni dell'uomo non sembravano gravissime, ma aveva comunque dato una facciata in terra per un malore e i sintomi sembravano indicare una commozione cerebrale (hjärnskakning).
Fatto sta che l'infermiera che risponde al telefono mi pone una serie di domande, alle quali rispondo, chiedendo anche all'uomo in terra. L'infermiera mi chiede di parlare con lui, che si rifiuta. Gli chiedo se vuole un'ambulanza e dice di no, però dico all'infermiera che secondo me devono mandarla, perché non sta affatto bene. Eh no, mi risponde, se lui non vuole l'ambulanza non la posso mandare.
L'uomo non riesce ad alzarsi, continua a stare male e ci fa sapere che è diabetico. Gli spieghiamo che l'ambulanza ci vuole, e si convince.
L'infermiera mi collega all'ambulanza che mi dice che arrivano il più presto possibile. Che si traduce in 30 (trenta) minuti!!!
Non so come funzioni il sistema delle emergenze, confesso, ma l'idea che a 10 minuti scarsi di macchina da dove eravamo ci sia un ospedale mi fa pensare che, comunque , sarebbe un minimo da rivedere.
Quello che mi ha lasciato una brutta sensazione (in particolare se penso a Elisa e la sua splendida panza) è l'infermiera al telefono, che sembrava una qualunque telefonista svogliata e che non può mandare l'ambulanza se il diretto interessato non vuole. Brutta sensazione che ha le sue radici nello scandalo uscito l'anno scorso, dove è venuto fuori che nel 2011 si verificarono molti casi nei quali chi rispose al telefono non prese abbastanza seriamente la chiamata. In quattro casi al mancato invio dell'ambulanza è seguito un decesso.
Ah: SOS Alarm, che risponde al 112, è per metà proprietà dello stato e per metà di regioni e comuni.
Finalmente una brutta nota sulla Svezia!

p.s.: non so come stia l'uomo, ma spero e credo meglio. Lo abbiamo lasciato nelle mani di tre infermiere (due donne e un uomo rendono il plurale femminile!).