domenica 1 settembre 2013

Siamo pronti? Non credo...

Domani, dopo nove mesi, torniamo in Italia. Per la prima volta siamo in tre, dovrebbe fare un effetto strano, ma ormai la vita familiare pre-Lea è un vago ricordo.
Il titolo non si riferisce tanto al viaggio. Le mie donne staranno via due mesi, io farò su e giù un paio di volte e quindi i bagagli sono stati (relativamente) semplici da preparare, soprattutto grazie a Elisa.
Il riferimento è alle famiglie. Già si prospetta un "comitato di accoglienza" all'aeroporto, aiuto!!! Poi l'agenda è già fitta di impegni, provare ad andare in spiaggia sarà un'impresa dura, ahinoi.
Io resterò solo una settimana, poi lascerò le ragasse in balia degli eventi, non le invidio.
Non che qui possa stare con le mani in mano: a metà mese inziano lo stambyte (del quale parlerò in un altro post e che comporta il totale rifacimento del bagno) e contestualmente rifaremo la cucina. La cosa prevede che l'unica stanza utilizzabile sarà il salotto.
Il buon Boffardi (sia lodato) mi ospiterà nelle settimane peggiori, poi a ottobre dividerò questi 20mq con le gatte. Cesso Gabinetto (ndE) e doccia fuori dal palazzo, accesso limitato a frigo e cucina e un casino di polvere sono compresi nel prezzo.
Ma guardiamo al lato positivo: a metà novembre avremo bagno e cucina nuovi fiammanti!

Mi servirebbe una mano a trovarne altre, di cose positive, perché sta settimana è stata un po' così. Prima sono riuscito a spaccare il cellulare durante la VasaStafetten; altre piccole sfighe ci sono capitate nei giorni successivi; sorvolo sul come sia fare un passaporto all'Ambasciata italiana a Stoccolma per evitarmi querele; e infine ieri il karma in fase negativa ha raggiunto il suo culmine grazie alla notizia che dobbiamo rifare la frizione della macchina. Ovviamente non basta, ma ci è stato vivamente sconsigliato di usarla. Peccato che avessimo mille cose da fare, per cui oltre alla spesa per rimetterla in sesto ci siamo trovati a dover noleggiare un'auto. Va già bene che è una Focus nuovanuova e divertente da guidare...

Insomma, un periodo non proprio entusiasmante, come non ce ne capitavano da tempo. Ma nei prossimi giorni rivedremo famiglie e amici, quindi concentriamoci su quello, il resto si sistema! (ahò, in qualche modo devo cercare di sistemare sto karma...)

lunedì 5 agosto 2013

Segnali di speranza

Leggere i giornali online italiani (e non) in questi giorni, per non dire mesi, è un'esperienza che definire frustrante, irritante e sconfortante è riduttivo.
Mi capita sempre più spesso di provare vergogna a essere italiano. E quando ogni tanto si vede un po' di luce in fondo al tunnel è spesso un treno in arrivo.
Vivendo in Svezia si finisce per dare molte cose per scontate. Ne potrei elencare parecchie, ma oggi mi concentro sui matrimoni omosessuali. Qui dal 2009, anno della loro legalizzazione, non esiste più lo stato civile di "convivente".
In Italia invece siamo indietro, ma le unioni civili rappresentano un importante passo avanti. Ultimamente sono sempre di più le città che si sono dotate di un registro per queste.
Con mio grande piacere Genova è tra queste e bello è che siano stati due amici, Danilo e Giuseppe, la prima coppia a registrarsi. Auguri a loro!

Alcune istituzioni si muovono e si adattano alla società che cambia, la cosa già dovrebbe farci contenti. Però l'appetito vien mangiando e dopo questo primo piccolo e importante cambiamento uno spera che ne seguano altri. Conoscendo però come le cose funzionano lungo lo stivale ero rassegnato che le speranze rimanessero tali.
E invece no! 
Oggi scorro la (sempre orribile) pagina di repubblica.it e scovo una bella notizia che mi auguro con tutto il cuore faccia scuola e che fa, per una volta, assomigliare l'Italia a un paese civile. 
Che allora quel bagliore nel tunnel non sia il solito treno, ma l'uscita verso un paese migliore?!
Per la cronaca: non mi risulta che in Svezia esista permesso matrimoniale, in generale.

sabato 6 luglio 2013

Di drop-in vari

Il drop-in è in generale praticato da attività dove l'organizzazione è semplice e permette di ricevere un cliente in qualunque momento. Da queste parti pullulano bandierine "Drop-In" fuori da parrucchieri, centri massaggi,saloni di bellezza e negozi di ottica.
Ma che cavolo ce ne frega a noi?! Eh, avete ragione. Vi consolerà sapere che condivido in pieno la domanda, in effetti non frega niente a nessuno di drop-in...
Allora magari non vi racconto di un drop-in molto particolare, che si tiene a Skansen da quattro anni.
Oppure sì, vi tedio un po', se no che gusto c'è!?
Dall'estate 2010, il secondo sabato di giugno, Skansen organizza il "Drop-in bröllop", cioè il "matrimonio drop-in". Matrimonio valido a tutti gli effetti, sia chiaro.
Obbligatorio è avere con sé due documenti rilasciati da Skatteverket: uno attesta l'assenza di impedimenti per gli sposandi (hindersprövning), l'altro è il certificato di matrimonio (vigselintyg).
Tutto il resto è a scelta: anelli, ospiti, testimoni, fotografo, fiori, razzi, mazzi e paparazzi...
A disposizione ci sono una truccatrice, una manicure, intrecciatrici di ghirlande e, ovviamente, celebranti e testimoni. La coppia può anche scegliere una canzone che verrà suonata dopo la cerimonia e eventualmente farsi fare un set di fotografie. Non mancava la possibilità di prenotare un cestino da pic-nic.
Il tutto avviene nel prato dove si festeggia Midsommar, con un rigoroso sistema di coda numerata tipicamente svedese, e la cerimonia non dura più di 10 minuti.
La coppia paga 500 corone (55€) e gli ospiti il normale ingresso al parco.
Negli ultimi due anni si sono sposate così quasi 900 coppie in tutto. Nel 2012 sotto la pioggia (sposa bagnata, sposa fortunata, no?!), mentre quest'anno sotto un gran sole.
Di quest'anno potete vedere alcune foto http://www.skansen.se/sv/artikel/fotoalbum-drop-brollop-2013.

Le nostre foto, come quelle di Lea, invece non le mostriamo...
Ah già: il 15 giugno ci siamo sposati anche noi, e non è uno scherzo.

Ps: un grazie speciale a Mauro che ci ha fatto da fotografo ed è l'unico che può confermare la veridicità della cosa.

Pps: il post è stato pubblicato esattamente 3 mesi dopo la nascita di Lea, il nostro piccolo buddha!